Un po' di storia

Festival e Stagioni

Nel grande fervore dell’inizio balenò l’idea di un festival vero e proprio.

Tom Johnson era un personaggio unico nella scena musicale contemporanea. Minimalista della prima ora, critico musicale del Village Voice di New York, aveva coniato il termine minimalismo applicato alla musica, scrivendo di Terry Riley, Philip Glass, Steve Reich e dei nuovi compositori che passavano per Manhattan. Trasferitosi da poco in Europa, l’avevo appena conosciuto a Cracovia e l’avevo incontrato di nuovo a Padova. La sua produzione (opera, musica strumentale, performance, grafica, letteratura) si prestava ad essere presentata in vari appuntamenti nell’arco di una settimana: quindi un festival, che fu un successo inaspettato realizzato con grande entusiasmo e soprattutto gran divertimento.

Maturava anno dopo anno l’idea di come fosse possibile realizzare rassegne unitarie di eventi musicali in una città culturalmente molto ricettiva come Padova. Poco dopo infatti ci fu l’occasione di valorizzare un luogo storico poco conosciuto e mai utilizzato per concerti e spettacoli: la Biblioteca Carmeli dell’Istituto Duca d’Aosta in Via del Santo. Nasce così Magistrali Musica alla fine del maggio ’84.

Nel frattempo, a seguito della collaborazione con il CSC, Centro di Sonologia Computazionale, si erano concretizzati alcuni concerti di musica elettronica. Alla fne dell’85, volendo presentare un nutrito programma di musiche elettroniche, prese forma il Computer Music Weekend, con l’impulso di James Dashow, allora tra i compositori più attivi del CSC. Inaugurammo con questi concerti la nuova Sala Polivalente di Via Valeri, quando l’intero edificio era praticamente ancora un cantiere. Interensemble stava così diventando un punto di riferimento per Padova, che aveva sete di novità in campo musicale. Un pubblico nuovo si stava formando: studenti, intellettuali, curiosi di ogni età. L’anno successivo il Computer Music Weekend diventava Computer Music Festival, e negli anni successivi divenne Computer Art Festival: una presenza costante, anno dopo anno, fno ad oggi.

Alla fne del 1987 fu programmata la rassegna Interensemble Week, dedicata soprattutto alle novità della musica strumentale: concerti alternati a momenti di studio e riflessioni, in luoghi inusuali come il videobar Banale, ma anche luoghi tra i più classici come la Sala dei Giganti.

Fu proprio la Sala dei Giganti al Liviano il luogo in cui presero forma le fortunate Domeniche di Intermusica. Ci eravamo inseriti nella tradizione inaugurata vent’anni prima dai Solisti Veneti, proponendo delle matinées dedicate prevalentemente alla musica nuova. Un pubblico numeroso apprezzava l’accostamento delle novità alle musiche del passato. La Sala di Piazza Capitaniato era quasi sempre gremita la domenica mattina, sia che si trattasse di ascoltare Tierkreis di Karlheinz Stockhausen, Folk Songs di Luciano Berio o l’integrale dei Piano Problems di Tom Johnson, per citare solo alcuni programmi. Si riuscì anche ad organizzare un evento straordinario: il primo e unico concerto mai effettuato a Padova dalle celebri Percussions de Strasbourg. In quell’occasione fu il Teatro Antonianum a registrare il tutto esaurito.

Eravamo arrivati a strutturare l’organizzazione dei nostri eventi musicali in tre rassegne: Computer Art Festival (musica e nuove tecnologie), Interensemble Week (musica nuova strumentale), Le Domeniche di Intermusica (concerti misti per un pubblico più vasto). Era il 1993, l’Interensemble compiva 10 anni e si apprestava a realizzare un progetto internazionale con il sostegno della Comunità Europea (Programma Caleidoscopio). Il progetto comprendeva una stagione di respiro annuale a Padova con ospiti esteri, che venne presentata con il titolo di 10 X 10 - La musica nuova: festival europeo per il decennale Interensemble. Si trattava di una prima vera e propria Stagione concertistica, programmata nell’arco di vari mesi con spiccate caratteristiche di internazionalità e novità.

Quindi dal 1993 l’attività organizzativa dell’Interensemble si strutturò con una Stagione Concertistica da una parte (che sarà denominata La Musica Nuova) e il Computer Art Festival dall’altra, che si svolgeva nell’arco di una settimana. Scomparivano quindi sia Interensemble Week che Le Domeniche di Intermusica per far posto ad un’unica stagione annuale La Musica Nuova, divisa in due parti, una primaverile e una autunnale.

B. Beggio. Da Interensemble 3.0 - Il punto sui trent'anni

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