Interensemble e Astor Piazzolla

Storia di una passione. Le registrazioni dedicate al maestro argentino

PiazzollaDal 28 marzo 1987 all’8 dicembre 2013 l’Interensemble ha effettuato 73 concerti con le musiche di Astor Piazzolla. Il rapporto lungo e costante con la musica del grande musicista argentino è stato quindi molto di più di un progetto concertistico e discografico. È qualcosa che fa parte della storia più intima dell’Interensemble. Infatti, l’uscita nel 1985 del film Tangos – L’exil de Gardel di Fernando Solanas, la cui bellissima colonna sonora portava la firma di Piazzolla e del suo storico Quinteto, fu una specie di riscoperta di quel tango nuevo, che era già stato ascoltato negli anni precedenti, per qualche passaggio di Astor con il suo gruppo nel sabato sera di Studio Uno della Radiotelevisione Italiana. E i più attenti ricordavano quella musica sensuale e drammatica, suonata da un gruppo bizzarro di tanguéros argentini, il cui leader si esibiva con una strana fisarmonica, il bandoneòn. Era musica leggera, popolare, o si trattava di jazz? Era musica estremamente coinvolgente, sanguigna e languida allo stesso tempo, aborrita però dai festival di musica contemporanea di allora.

Alla fine del 1986, mentre le audiocassette con la colonna sonora di Tangos passavano tra di noi di mano in mano, la coreografa Laura Pulin ci propose di inserire tre scene con la musica di Piazzolla in uno spettacolo di danza che stavamo progettando. I tanghi di Piazzolla avrebbero dovuto stare in mezzo tra coreografie sull’integrale di Folk Songs di Luciano Berio e quelle su Le Carnaval des Animaux di Camille Saint- Saëns. Lo spettacolo fu un grande successo: Berio, Piazzolla e Saint- Saëns stavano ottimamente insieme. Fu merito poi di Luca Paccagnella l’averci proposto nel 1987 di inserire in concerto un pezzo per violoncello e pianoforte ancora fresco di stampa, curata dell’editore Berbén: Le Grand Tango. Aprendo la partitura mi stupii molto nello scoprire che il pezzo era stato scritto per Mstislav Rostropovich. Ma il grande violoncellista soprannominato Slava l’avrebbe suonato solo dopo la morte di Piazzolla.

Invece noi lo suonammo subito, nell’agosto del 1987, per il Festival Musica nella Cracovia Antica, e la Radio Polacca lo registrò e lo trasmise poco dopo. Successivamente ci fu il primo incontro con Astor a Padova, in occasione di un concerto con il suo Quinteto , quando gli chiesi di farci avere le sue musiche originali da camera. Arrivarono quasi subito dall’editore Lemoine Four for Tango, Histoire du Tango, Trois Preludes, tutti pezzi composti e stampati di recente. E dall’Argentina l’editore Lagos ci inviò alcuni pezzi meno recenti, come le bellissime Cuatro Estaciones e il celebre Oblivion trascritte per trio dal suo fido violoncellista José Bragato. Ma arrivarono anche pezzi più remoti, che nessuno conosceva, come il Tango in La e Tres Piezas Breves , che risalivano addirittura agli anni Quaranta. Prendeva forma così, pezzo dopo pezzo, una passione di tutti i componenti del gruppo per uno dei grandi compositori del Novecento, ma non ancora ammesso nel cosiddetto “tempio della musica colta”. Poi vennero le registrazioni discografiche per Rivoalto prima e, successivamente, per Naxos e Newton Classics, ancora nuovi pezzi da aggiungere al repertorio, e poi ancora l’unione della musica ai testi di Borges. Intanto Piazzolla diventava così popolare da essere “usato” persino in molte pubblicità televisive. Perché, come ebbe modo di dire l’amico pianista argentino Hugo Aisemberg “la musica di Piazzolla è bella sempre, anche se la suoni con l’ukulele”.

Da Interensemble 3.0 - Il punto sui trent'anni

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Piazzolla Trio
Alessandro Fagiuoli, violino. Bernardino Beggio, pianoforte. Luca Paccagnella, violoncello.

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