Dinu e Marta Ghezzo

Dinu Ghezzo contributoL’Interensemble è uno dei gruppi di musica contemporanea di maggior successo in Europa. Sono riconosciuti internazionalmente per l’alto standard delle esecuzioni e per la loro originalità. Il mio defunto marito, il compositore Dinu Ghezzo, ha avuto un lungo rapporto di collaborazione con l’Interensemble. Ha composto pezzi per loro e ha partecipato a numerosi concerti e festival da loro organizzati. Dinu parlò spesso con me della positiva impressione che questo gruppo gli dava, per l’alto livello di competenza tecnica e musicale. Era impressionato dal modo in cui il gruppo rispondeva precisamente e chiaramente all’intricata combinazione di altezze e ritmi della musica contemporanea. La loro inventiva nel trovare nuove tonalità di colore, usando l’elettronica o rispondendo alle esigenze dei pezzi altamente improvvisatori, era per lui un vero e proprio viaggio musicale. L’ispirazione che derivava da questi musicisti fu un fattore essenziale per farlo diventare un affezionato membro di questo gruppo e un promotore delle loro esibizioni qui in New York City. In oltre un decennio di collaborazione, l’amicizia tra Dinu e i musicisti dell’Interensemble si è fatta via via sempre più forte. Era particolarmente vicino a Michele Biasutti e Bernardino Beggio, con cui nel corso degli anni ha passato molte ore a discutere i dettagli che la musica contemporanea implica, quali speciali effetti sonori, l’uso di apparecchiature elettroniche, le tecniche improvvisative. In molte occasioni Dinu si è riferito al gruppo come a “la mia famiglia musicale estesa”, e disse anche che “questa amicizia non sparirà nel passato, ma vivrà per molti decenni in futuro”. Invio le mie più affettuose congratulazioni all’Interensemble per il suo trentesimo anniversario, augurando ad ognuno dei componenti ispirazione, successo, soddisfazione e realizzazione dei propri sogni. E voglio esprimere il mio apprezzamento per voler trasmettere l’eredità di Dinu al futuro.

Da Interensemble 3.0 - Il punto sui trent'anni

Tom Johnson

Tom Johnson contributoIl piccolo Tom Johnson Festival del 1984 fu la prima volta in cui qualcuno dedicò una intera serie di concerti alla mia musica, e io ne ero entusiasmato. Fui anche davvero compiaciuto per la qualità delle esecuzioni, e in particolar modo per aver potuto ascoltare l’Opera delle Quattro Note per la prima volta in italiano. “La lingua” dell’Opera! Io riguardo ancora quelle foto, con le scatolone colorate che si spostavano a comporre la scenografa, e il grande coro che appariva quando il sipario si apriva per i tre momenti corali. Non ero mai stato a Padova prima, e rimasi affascinato dalla città, da Bernardino Beggio e dai musicisti. Ci sono state molte esecuzioni delle mie musiche da parte dell’Interensemble in seguito, e ricordo una volta quando vennero a Parigi. Mi dispiace di non essere rimasto in contatto con loro negli ultimi anni, ma sono sicuro che hanno continuato a fare ottime cose, ed è un grande piacere inviare le mie più calorose congratulazioni per questo 30° anniversario!

Da Interensemble 3.0 - Il punto sui trent'anni

 

Salvatore Macchia

Salvatore Macchia contributoUn giorno di primo autunno del 1996, mentre stavo lavorando ad un progetto di ricerca sulle composizioni recenti per contrabbasso, sono capitato sulle tracce di un gruppo italiano di musica nuova, l’Interensemble. Intrigato dal nome del gruppo e con il pensiero rivolto alla musica che potevano suonare, arrivai al loro sito web. Una volta su sito, realizzai immediatamente che avevo fatto una scoperta molto importante: era il gruppo di nuova musica che avevo sognato per buona parte della mia vita. La loro composizione strumentale era unica, la presenza della chitarra era particolarmente intrigante, il loro repertorio intersecava un largo ventaglio di stili e generi e programmavano molti dei compositori italiani miei preferiti! Dopo aver letto il cospicuo materiale presente sul sito e dopo aver ascoltato i vari estratti audio disponibili (rimanendo profondamente impressionato dall’altissima qualità delle esecuzioni), decisi di contattare il gruppo. Il direttore del gruppo, Bernardino Beggio, rispose quasi immediatamente, e a seguito della corrispondenza sviluppatasi tra di noi seppi che l’Interensemble stava preparando un tour in America. Eccitato dalla prospettiva di ascoltare il gruppo dal vivo, li invitai a tenere un concerto all’Amherst College di Amherst, Massachusetts, durante il loro ormai prossimo tour. Quel concerto vibra ancora nel mio “orecchio interno”. Suonarono stupendamente, il repertorio era fresco e vasto, il virtuosismo, il coinvolgimento e la dedizione di ognuno degli strumentisti in ogni singolo pezzo fu evidente durante tutto il concerto. Il più alto livello musicale per me fu la stupefacente esecuzione di Het di Franco Donatoni, suonato da Fabio Bacelle al flauto, Alessandro Bisello al clarinetto basso e Alessia Toffanin al pianoforte. Durante gli anni a seguire sviluppai con il gruppo uno stretto rapporto di collaborazione. Sono stati miei ospiti in numerosi concerti negli USA, e da loro sono stato invitato a partecipare, sia come compositore sia come performer, a numerosi progetti, in Italia e altrove. Ho scritto davvero parecchia musica per il gruppo e ho sviluppato una profonda amicizia con Bernardino Beggio e Michele Biasutti. L’associazione con Interensemble è stata parte importante della mia vita da ormai quasi vent’anni, e altri trenta ne auguro al gruppo e ai sui membri!

Da Interensemble 3.0 - Il punto sui trent'anni

Vittorio Vella

Vittorio Vella contributo

Un quarto contributo, quello dell'editore Vittorio Vella, è presente nella pagina dedicata al Concorso Città di Udine

 

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